giovedì 8 giugno 2017

Alla scoperta del PALEOLITICO

Quest'anno, noi bambini di classe terza, abbiamo studiato un nuovo periodo storico: il PALEOLITICO.
Per avviare questo nuovo argomento abbiamo realizzato un Quadro Di Civiltà, in cui abbiamo riportato tutte le informazioni relative a questo periodo come le Abitazioni, la Caccia e l'Arte ricercandole sui libri.
Il nostro quadro di civiltà realizzato a piccoli gruppi.


Successivamente abbiamo inventato delle storie rendendo protagonisti bambini e ragazzi vissuti nel Paleolitico.
Buona lettura!

Çatal e il Palelolitico

Circa 300000 anni fa, Catal, stava scheggiando delle pietre. Ad un tratto, Catal vide un orso delle caverne: pensò di cacciarlo. Prese tutte le sue armi e tentò di prenderlo; l’orso però era troppo grande e allora non ci riuscì. Pensò di chiamare i suoi amici e ritrovato l’orso lo colpirono fortemente insieme, anche con gli arpioni.
Qualche settimana dopo Catal vide sei persone che erano in una grotta; due ballavano, uno suonava il tamburo, due dipingevano un bisonte e poi, con lance rudimentali lo colpivano e uno si copriva con pelli e ossa e ballava. Quest’uomo era uno stregone ed era chiamato “sciamano”, era la figura più importante dei riti magici.
Qualche anno dopo nella famiglia di Catal morì il capotribù; in quei giorni Catal pianse molto.
Così andò a trovarlo al cimitero e vide che la sua tomba era piena di fiori e di oggetti che gli erano appartenuti in vita.
Tornato nella tribù, chiese al vice capo di diventare capotribù e lui disse: “Sì”. Catal diventò un bravo e onesto capo della tribù.

Scritto da Alessandro e Maddalena


Il ragazzo cacciatore

Dodicimila anni fa c’era un ragazzo di nome Daniel, viveva nel periodo del Paleolitico con la sua famiglia. Viveva in una capanna ed era un ragazzo che cacciava molti animali al giorno.
Una mattina d’inverno il ragazzo non trovò alcun animale per la sua famiglia; allora si allontanò da casa per andare in cerca di carne. Ma anche allontanandosi da casa non trovò alcun animale.
Dopo aver camminato molto, il ragazzo trovò un clan e chiese della carne. Loro accettarono la proposta, ma volevano in cambio delle armi e il ragazzo accettò: lui diede loro le armi e loro gli diedero la carne.
Il ragazzo divenne amico del clan, tornò a casa e il padre e la madre lo ringraziarono per aver finalmente trovato del cibo, ma soprattutto dei nuovi amici.

Scritto da Emma S. e Diego


Un’avventura nel Paleolitico

C'era una volta una coppia, Homo e Donata che erano due bravi cacciatori. I due Uomini Sapiens vivevano nella giungla, in una tribù molto tranquilla. Homo e Donata, infatti, erano gli addetti alla caccia, insieme ai loro amici.
Purtroppo mentre erano a caccia sono stati colpiti da una maledizione che li faceva cadere e inciampare durante la caccia stessa. Così andarono dallo Sciamano per farsi liberare dalla maledizione. Egli mise a loro un teschio di orso sulla testa e disse: ”Sciamma lamma mu mu la maledizione mai più!”.
Il rito funzionò e Homo e Donata tornarono come prima, senza maledizione.
Dopo questa avventura tornarono a essere felici e contenti.

Scritto da Klea e Chiara

Lapis


Oggi è un giorno triste per Lapis, suo nonno è morto, però dentro di sé Lapis sente che suo nonno è ancora vivo nel suo cuore.
Alcuni giorni dopo, Lapis, compie 13 anni e chiede a suo padre, il capo Tribù, se poteva andare a cacciare, ma suo padre rispose: < No! Voi femmine siete troppo deboli e se andrai a cacciare ti ferirai!>. Lapis fece finta di ubbidire ma poi, appena suo padre andò via, prese l’arco, le frecce e partì di nascosto per il bosco.
Poi guardando suo padre cacciare con altri uomini con le pietre taglienti come l’amigdala, la selce e il chopper, attirò un bovino vicino a lei e con un colpo secco uccise l’animale. Tornata alla capanna disse a sua madre che il papà le aveva detto di portare a casa l’animale ucciso così la mamma poteva cucinarlo per lei.
Un altro giorno Lapis andò di nuovo a cacciare ma presto arrivò un brutto temporale. Un fulmine colpì un albero e si incendiò. Spaventata ma anche incuriosita la ragazza prese un ramo infuocato e lo portò dai genitori.
Il padre, arrabbiato ma allo stesso tempo impaurito, mise il bastone in un cerchio di pietre e ordinò a un giovane di sorvegliarlo. Il ragazzo stando vicino al fuoco sentì un calore entrargli nel cuore e chiamò gli altri.
Tutti si sedettero vicino al fuoco e iniziarono a comunicare. Inoltre Lapis scoprì che la carne cotta era più buona!
Alla fine il padre orgoglioso le disse che poteva cacciare con lui e così il sogno di Lapis si avverò.

Scritto da Sofia e Giulia

La famiglia Cavernicola

La famiglia Cavernicola usava utensili scheggiati: l'amigdala, la selce scheggiata e il chopper scheggiato da Frid: il produttore di oggetti. Cromonumus era l'addetto alla caccia, il capogruppo della famiglia Cron ordinava ai suoi familiari: ”Preparate la trappola, spaventate la bestia, colpitelo con armi appuntite e togliegli la pelle!”. 
Un giorno a Cron venne un'idea: costruire un razzo spaziale per andare nel popolo dei cani e delle mucche. Presero tantissima pietra e Rez la scolpiva giorno e notte.
Il razzo spaziale era pronto da dipingere con l'arte rupestre. E finalmente il lancio! 5,4,3,2,1 e VIA!!!
Arrivati nel popolo delle mucche e dei cani trovano la mucca Cornuta e il cane Rex. Cron si affezionò a Rex e decisero di portarlo nel paese di Uominus e 5,4,3,2,1,e lancio! E alla fine Rex si abituò a stare nella famiglia Cavernicola.

                                                                                         Scritto da Emma B. ed Elisa G.


Thor

Thor era un omuncolo basso ma con il cervello molto intelligente. Amava scheggiare le pietre e costruiva armi: selci, lance, bastoni e chopper. Ma un giorno imparò a cacciare gli animali; con le pelli ricopriva le capanne fatte di roccia e legno.
Quando arrivò l’inverno Thor si accorse che faceva troppo freddo e chiamò quel freddo glaciazione.
Ma un giorno si accorse che la neve era troppo fresca e costruì una macchina spara neve, con dentro delle pellicce morbide, così la neve si sciolse. E per tutto l’inverno viaggiò in posti caldi, andò nel deserto e morì: gli altri uomini lo trovarono, lo misero in posizione rannicchiata e lo spogliarono perchè era morto. Lo misero in una buca piena di fiori che guariscono tutti i mali; poi misero degli oggetti personali. Il più sacro era una spada di pietra appartenuta al grande Thor.


Scritto da Maddalena G. e Mattia

Unga, l’homo sapiens …

Unga, l’homo sapiens, viveva nel Paleolitico in un clan. Il bambino aveva solo 10 anni ma aiutava i suoi genitori con i lavori pesanti, come la caccia. Unga viveva in un periodo molto difficile: era in corso una glaciazione!
La temperatura piano piano iniziava a irrigidirsi, Unga era preoccupato e diceva: <<Avremo ancora cibo per sopravvivere?>>. Il papà rispose: << Si, possiamo cacciare i mammut e gli orsi delle caverne!>>. Il giorno dopo Unga si mise a cacciare con suo papà e con fiaccole spingevano l’animale verso la trappola e poi lo uccidevano con lance, chopper e amigdale.
Unga era felice perché l’animale morto forniva carne, grasso, ossa e pelli per i vestiti. Così tutto il gruppo prese esempio da Unga e suo padre. Da quel giorno in poi l’homo non ebbe più paura delle glaciazioni.

                                                     Scritto da Elisa C, Cesare e Roberta

Uomini contro orsi


In una tribù vivevano quattro bambini Opos, Bruce, Guendall e Lapos: Aman e Cata (genitori di Opos), Saran e Maldò (genitori di Brue), Emus e Minus (genitori di Guendal), Sabin e Golem (genitori di Lapos).
Un giorno Bruce salì su un albero, vide arrivare tre orsi delle caverne e avvisò gli altri che armati corsero a combattere gli orsi. Un orso si addentrò nel villaggio mentre Buce e Guendall lo attaccarono con due amigdale. Intanto il resto della tribù combatteva gli altri due orsi.
Le mamme che non combattevano, preparavano il pranzo con la carne di un mammut che era stato conservato in una tenda vicino a un ghiacciaio.
Finiti i combattimenti, per festeggiare la morte dei tre orsi, tutti si riunirono intorno al fuoco e visto che Bruce e Guendall avevano sconfitto uno dei tre orsi festeggiarono anche la loro vittoria e come premio gli donarono una collana di denti di mammut e di orsi. Successivamente andarono a dormire nelle capanne. E vissero per sempre felici e contenti.

Scritto da Gabriele ed Elisa A 

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